Andy Warhol’s Stardust

Da quando vivo a Milano passo in Piazza Duomo quasi quotidianamente ma non avevo mai avuto modo di entrare nel Museo del Novecento fino a quando domenica mi sono decisa, ho messo la sveglia e, pur ancora assonata, mi sono recata a Palazzo dell'Arengario.
Oltre al Museo ho avuto anche il piacere di vistare la mostra Andy Warhol’s Stardust, realizzata in collaborazione con la Bank of America Merrill Lynch per il programma “Art in Our Communities” e la consiglio caldamente a tutti! 

L'icona della Pop Art ha cominciato la sua carriera come pubblicitario per poi dedicarsi alla pittura, alla scultura, al cinema e alla fotografia. Originario di Pittsburgh ma newyorkese fino al midollo, Andy Warhol è un personaggio eclettico ed è forse proprio questa sua caratteristica a renderlo così affascinante nel immaginario comune. La sua genialità sta nel aver posto uno specchio davanti alla società di massa della seconda metà del Novecento e averla costretta a guardarsi. 
La rappresentazione del popular, il consumismo degli Stati Uniti in cui vive, avviene attraverso tutto il suo processo artistico. Le opere di Warhol sono state realizzate nella famosissima Factory attraverso la tecnica della serigrafia partendo da fotografie o immagini tratte dai media. Tali serigrafie venivano poi ripetute in serie in un modo “meccanico” ma con una modifica delle gamme cromatiche volta ad alterare gli oggetti e i volti dei personaggi ritratti fino a stravolgerne i significati e caricali di emotività. I barattoli di Cambell soup, la Coca Cola, Marilyn Monroe, Jackie fino ad arrivare a Mickey Mouse e a Babbo Natale, sono posti tutti sullo stesso piano e tutti sono semplici prodotti in vendita.

Non ci sorprende che anche mostra al Museo del Novecento sia impostata come se si percorresse la corsia di un supermercato. Arrivati in fondo alla “corsia” la sensazione che si prova è straniante, si sente quasi una delusione perché forse ci si aspettava qualcosa di “grandioso”. E' un'insoddisfazione che però dura poco perché ci fa capire che cosa sia la Pop Art: banalità del quotidiano posto in una cornice. In fondo anche i quadri di Warhol non sono altro che dei “poster” messi in un museo. Potevano stare altrove, magari in una soffitta, e nessuno li avrebbe mai considerati “arte” ma proprio perché sono là, perché noi paghiamo* per vederli e perché ne parliamo sono arte

Se non avete ancora visitato Andy Warhol’s Stardust avete tempo fino a settembre, non perdetevela! 

"Quel che c'è di veramente grande in questo paese è che l'America ha dato il via al costume per cui il consumatore più ricco compra essenzialmente le stesse cose del più povero. Mentre guardi alla 
televisione la pubblicità della Coca-Cola, sai che anche il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola, e anche tu puoi berla."

(foto da qui)

(Foto Instagram da dentro il museo)

*La mostra, come tutto il Museo, è gratuita per gli under 25. Prezzo intero: 5 euro Prezzo, Ridotto:3 euro

9 commenti:

  1. Gran bel post..anche se è difficile percepire la grandezza di ciò che abbiamo ammirato tra le righe..bisognerebbe andarci..la consiglio a tutti :)

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  2. Grazie della segnalazione, Greta, sembra una mostra davvero interessante! Non sono esperta di arte contemporanea, ma i lavori e i colori di Warhol mi hanno sempre affascinata! Spero di riuscire ad organizzare una visita. Complimenti per il post! :) Cristina

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    1. Grazie per la visita! Se riesci è una bella mostra e non è neppure costosa, cosa rara per l'Italia :)

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    1. Sarebbe bello avere il teletrasporto!

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  4. Spero di andarci, prima o poi. La cosa ridicola è che di occasioni ce ne sarebbero, abitando relativamente a portata... Lo piazzo fra i buoni propositi!

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    1. Anche io vivo di liste di cose da fare.. riesco a farne la metà se va bene!

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